Renato Guttuso
(Bagheria, Palermo, 1912 - Roma, 1987). Giovanissimo, frequenta la bottega
di un decoratore di carretti . Alla fine degli anni Venti entra a far pratica nello studio del futurista Pippo
Rizzo . Nel 1933 si stabilisce a Roma, dove stringe rapporti di amicizia con Mafai, Pirandello, Cagli e
Ziveri, che influenzano la sua pittura in senso "tonale". Nel 1935 partecipa alla II Quadriennale e nel
1936 alla Biennale di Venezia. Nel 1942 , al Premio Bergamo, ottiene il secondo premio con la
Crocifissione, aperta denuncia dei disastri provocati dal Regime. In questo periodo studia le scattanti figurazioni
del Picasso post-cubista e accentua la sua vena polemica verso le questioni sociali, svolgendo un
ruolo fondamentale nell'evoluzione in senso "realista" della pittura italiana. Inizialmente la sua azione
in favore di una pittura impegnata si svolge all'interno della sinistra fascista che fa capo a Giuseppe
Bottai e alla rivista "Primato". Negli anni di guerra, accanto ad Antonello Trombadori e ad altri esponenti
del Partito comunista, partecipa attivamente alla Resistenza. Nel 1947 aderisce al Fronte Nuovo
delle Arti . Dagli anni Cinquanta è l'esponente principale di una corrente "realista", politicamente impegnata
a fianco del P.C.I., e spesso polemicamente in lotta con le tendenze "formaliste" di molta arte
astratta.
Il mendicante
1944, olio su tela, cm 50 x 36 (INEDITO)
Fuoco
1958, olio su tela, cm 92 x 74 (INEDITO)