Mario Mafai

(Roma 1902 -1965). Abbandonati gli studi regolari intorno al 1917, inizia a dipingere frequentando la Scuola libera del nudo dell'Accademia di Belle Arti di Roma. Qui, intorno alla metà degli anni Venti, incontra dapprima Scipione e poi la pittrice lituana Antonietta RaphaŽl, dalla quale avrà tre figlie. In occasione della Prima mostra sindacale, nel 1929, il sodalizio tra i tre artisti viene battezzato da Roberto Longhi "la Scuola di via Cavour", dall'abitazione di Mario e Antonietta che è anche un punto di incontro per altri esponenti dell'ambiente artistico e culturale romano. All'inizio degli anni Trenta, dopo un soggiorno a Parigi, la mostra con Scipione alla Galleria di Roma (novembre 1930) e la partecipazione alla Prima Quadriennale (1931) segnalano Mafai come figura di punta della giovane "Scuola romana". Alcuni dei suoi temi prediletti, come i Fiori secchi e le Demolizioni, diventano sul volgere del decennio l'emblema di una protesta, silenziosa ma sferma, contro il Regime. Nel 1940 vince il Premio Bergamo. Dopo la guerra, Mafai si avvicina per qualche tempo al Partito Comunista, allontanandosene dopo i fatti di Ungheria. La sua pittura vive anni di profonda crisi. Verso la fine degli anni Cinquanta vira verso una ricerca di carattere astratto, e addirittura informale.
Visioni & Illusioni - Fiori
Fiori
1940, olio su tela, cm 33 x 56 (INEDITO)

Visioni & Illusioni - Il caffè degli intellettuali
Il caffè degli intellettuali
1954, olio su tela, cm 64 x 90