Francesco Paolo Michetti
(Tocco da Casauria, Pescara, 1851 - Francavilla, Chieti, 1929) .
Si diplomò presso l'Accademia di belle arti di Napoli, dove fu allievo di Domenico Morelli, di cui inizialmente
imitò il naturalismo e il realismo visionario. La sua opera fu subito notata anche da Filippo
Palizzi, suo conterraneo, che in quegli anni viveva a Napoli. L'Abruzzo rurale, con la sua natura ancora
incontaminata, fu sempre la sua fonte di ispirazione principale. Già nel 1872 e poi nel 1875 espose le
sue opere al Salon di Parigi, ma raggiunse la definitiva fama internazionale nel 1887, quando espose a
Napoli la grande tela del Corpus Domini (che venne acquistata dall'imperatore Guglielmo II di
Germania). La sua fama fu consolidata dalle opere successive, tra cui La figlia di Jorio (1894, Pescara,
Biblioteca provinciale), il cui tema ispirò anche la più notevole delle tragedie di Gabriele d'Annunzio.
Fin dal 1871 Michetti si era anche interessato alla fotografia, inizialmente solo come procedimento per
lo studio dal vero dei soggetti dei suoi quadri, poi anche come nuovo ed autonomo mezzo espressivo.
Nei primi anni del '900, attorno alla sua persona cominciò a riunirsi il Cenacolo michettiano, a cui partecipavano
i maggiori artisti abruzzesi dell'epoca (tra gli altri, il poeta Gabriele d'Annunzio e il musicista
Francesco Paolo Tosti) nel convento di Santa Maria di Gesù di Francavilla. La sua celebrità internazionale
fu tale che Vittorio Emanuele III decise di nominarlo Senatore del Regno, nel 1909. Morì nel 1929.
Buoi
1900-1910, tempera su tela, cm 37 x 46,5 (INEDITO)
Cattedrale
inizio '900, tempera e tecnica mista su carta, cm 61 x 79 (INEDITO)
La festa della Madonna
1900 ca., cm 68,5 x 98 (INEDITO)