Scipione

(Gino Bonichi) (Macerata 1904 - Arco di Trento 1933). A Roma dal 1919, il giovane Scipione si dedica soprattutto all'attività sportiva, ottenendo dei buoni risultati, ma molto presto contrae la tubercolosi che condizionerà tutta la sua vita a venire. L'inizio dell'attività artistica si colloca intorno al 1924.L'esordio si può collocare nell'ambito della Biennale romana del 1925. Il momento in cui la sua vena fantastica e visionaria trova espressione adeguata può collocarsi nell'autunno del 1929. La pittura si rinnova sul piano materico e iconografico, si avvertono positivamente le suggestioni provenienti dal mondo letterario e figurativo del Surrealismo. Il periodo fino alla primavera del 1931 è intensissimo. In poco più di un anno Scipione dipinge i suoi capolavori. Espone alla Biennale di Venezia (1930) alla Prima quadriennale (1931). Dal 1931 inizia il calvario delle cure e l'inutile peregrinazione per i sanatori. La sua estrema stagione pittorica, pur anticipando una certa tendenza allo schiarirsi dei toni, propria della "Scuola romana" negli anni Trenta, mostra in modo evidente il dramma della sua situazione personale.
Visioni & Illusioni - La predica
La predica
1930, olio su tavola, cm. 18 x 14,5