Home page > La Mostra > Sezione storica > Renzo Vespignani

Renzo Vespignani

(Roma, 1924 - 2001). Cresciuto in una delle più povere borgate romane, il Portonaccio, qui comincia a disegnare raccontando gli orrori dell'occupazione nazista, le rovine dei bombardamenti, il dramma degli emarginati. La sua prima mostra, nel 1945, a Roma, lo rivela come caso anomalo e inatteso nel panorama della tarda scuola romana: il suo segno è crudele, "tedesco", fortemente ispirato a Grosz e Dix. Per molti anni il mezzo espressivo da lui preferito sarà il bianco e nero dell'inchiostro o dell'acquaforte: mezzo "povero", cinico, duro. E' già nelle sue prime prove la scoperta di una dimensione urbana come intuizione dei guasti irreparabili che si vanno producendo nel tessuto della società italiana. Questo tema resterà sempre al fondo del suo operare. Nel 1956 fonda con alcuni amici la rivista "Città Aperta", che esprime il distacco delle nuove generazioni dal movimento neorealista. Tra il '56 e il '59 la sua pittura sembra sfiorare la spettralità e l'inorganicità dell'informale. Nel 1963, insieme ai pittori Attardi, Calabria, Ferroni, Guerreschi, Guccione, Gianquinto, e ai critici d'arte Micacchi, Del Guercio, Morosini, fonda il gruppo "Il Pro e il Contro", che diventa subito un punto di riferimento per i nascenti esperimenti neofigurali. Dal 1969, Vespignani lavora a grandi cicli pittorici, fino a Come mosche nel miele (1984), dedicato al mondo pasoliniano, presentato a Villa Medici a Roma. Molto importante anche la sua attività di illustratore e quella di scenografo.
Visioni & Illusioni - Periferia
Periferia
1959, tecnica mista su carta intelata, cm 70 x 50 (INEDITO)

Visioni & Illusioni - Senza titolo (Cadillac)
Senza titolo (Cadillac)
1959, olio su carta intelata, cm 70 x 100 (INEDITO)