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Filippo De Pisis

(Luigi Filippo Tibertelli) (Ferrara, 1896 - Milano, 1956). Di famiglia nobile, vive un clima culturale che favorisce la sua formazione. Già infatti durante il liceo scrive un diario, novelle e piccoli saggi, e corrisponde con artisti e scrittori, come Pascoli e D'Annunzio. Disegna intanto chiese e monumenti ferraresi. Nel 1916 ospita i fratelli de Chirico, militari a Ferrara, e, dal 1917, con Carlo Carrà, elabora il dibattito sulla pittura Metafisica. Nel frattempo soggiorna anche a Bologna per frequentare fino al 1919 l'Università; nella città conosce artisti e intellettuali come Vincenzo Cardarelli, Giorgio Morandi e Marino Moretti. Si trasferisce a Roma nel 1920, dopo la personale alla Casa d'Arte Bragaglia, e frequenta l'ambiente intellettuale del Caffè Greco e del Caffè Aragno, e i futuristi Prampolini, Dottori e Pannaggi. De Pisis libera del tutto la propria creatività a Parigi, schiarendo a mano a mano la sua tavolozza e movimentando il segno per aprire alla luce la composizione. Entra in contatto, grazie a Savinio, con le avanguardie francesi, Tzara, Jacob, Apollinaire. Del 1926 è la sua prima Biennale veneziana. A Parigi fino al 1939, ospita nel suo studio intellettuali italiani e francesi. A Milano dal 1941, si alterna tra Bologna, Rimini e Venezia, dove infine si trasferisce nel 1943 riprendendo a dipingere en plein air. Espone a New York nel 1947, anno in cui si affacciano i primi sintomi della malattia che lo costringerà in vari ospedali. Non ottiene il Gran Premio della Biennale del 1948 perché omosessuale. Post mortem, nel 1956, la Biennale gli organizza una retrospettiva presentata da Francesco Arcangeli.
Visioni & Illusioni - Via di Bologna (Strada della chiesa)
Via di Bologna (Strada della chiesa)
1946, olio su tela, cm 62 x 50

Visioni & Illusioni - Parigi
Parigi
1935, olio su tela, cm 70 x 46 (INEDITO)

Visioni & Illusioni - Anemoni in bicchiere
Anemoni in bicchiere
(anni quaranta), acquerello su carta applicata su tela, cm 30 x 22 (INEDITO)