Antonio Donghi
(Roma, 1897- 1963). Il suo esordio come pittore è del 1922, e già a questa
data appare come un esponente di quella tendenza che poco dopo il critico tedesco Franz Roh definisce
"Realismo magico". Nonostante il suo carattere schivo l'artista assume nel corso degli anni Venti una
dimensione di lavoro sempre più internazionale. Nel 1925 è invitato in una importante mostra a
Mannheim all'insegna della "Nuova oggettività". Nel 1927 tiene una personale a New York, con notevole
successo. Nel 1928, dopo una nuova esposizione a New York, partecipa alla Biennale di Venezia.
Nel 1936 va a insegnare presso la Regia Accademia di Belle Arti di Roma. Da questo momento si divide
tra l'insegnamento e la pittura, sviluppando soprattutto il tema del paesaggio italiano, ma non vanno
dimenticati alcuni quadri che tornano sui suoi temi inizialmente preferiti: saltimbanchi,cantanti e attricette
da avanspettacolo. Nel dopoguerra, il clima della contesa astrattismo-realismo non giova alla sua
ricerca, anche se l'artista è poco più che cinquantenne. La prima mostra retrospettiva, pochi mesi dopo
la morte, si tiene alla galleria "La Nuova Pesa" di Roma.
Paesaggio
olio su cartoncino, cm 40 x 50 (INEDITO)